SIGNIFICATO DEI FIORI

 

Aspetti da tanto il giorno delle tue nozze e vorresti comunicare la tua felicità a tutti ma le parole potrebbero non essere sufficienti e allora come fare...? Qual è il fiore più adatto per il tuo matrimonio? Scoprilo con il linguaggio dei fiori

 

L’euphorbia tirucalli, pianta dai mille nomi

L’Euphorbia tirucalli è una pianta originaria dell’India e del Sudafrica, dove raggiunge anche i 10 metri di altezza.

 

  • La clivia, simbolo della generosità

    La clivia, erbacea perenne sempreverde, fece la sua prima comparsa in Europa all’inizio del XIX secolo.

  • La mimosa sensitiva, pianta sensibile

    Esiste un tipo di mimosa con fiori rosa-violacei, da non confondere con quella gialla più famosa, l’Acacia dealbata, che viene definita Sensitiva ed è originaria del Brasile.

  • Il calamo aromatico, simbolo della prudenza

    Il calamo aromatico o “calamo vero”, l’Acorus calamus, è una pianta caratteristica dei luoghi umidi e paludosi delle zone a clima mite.

  • La calmante valeriana

    La valeriana, dai fiori bianchi o rosati, cresce spontaneamente nelle  nostre regioni ed è da sempre utilizzata per le proprietà calmanti dei  principi che si estraggono dalla sua radice.

  • L’iperico, pianta tenace

    Dell’iperico due sono gli aspetti che colpiscono: la luminosità del  giallo vivo dei suoi fiori e la tenacia che lo fa vegetare senza però  fiorire, se il luogo dove vive è troppo ombreggiato.

  • Il polemonio, fiore della serenità

    Il polemonio, erba perenne delle Polemoniacee, è caratterizzato da fitte  foglioline e deliziosi fiori a campanula azzurri o bianchi riuniti in  pannocchie.

  • L’elicriso, per farsi ricordare

    L’Helichrysum bracteatum, conosciuto col nome di “semprevivo” e     “immortale”, è una pianta dai fiori cartacei e riuniti in corimbi   giallo   chiaro, che si possono facilmente essiccare e utilizzare come   fiori   invernali per diverse composizioni floreali.

  • Il tropeolo dal dolce profumo

    Il tropeolo, pianta originaria dell’America Latina, è un’erbacea  rampicante che fa capolino soprattutto dalle staccionate colorate dei  giardini inglesi, con belle foglie carnose, tondeggianti, a forma di  scudi e con fiori simili ad elmi.

  • La camelia dalla leggiadra bellezza

    Pianta dai fiori bellissimi, la camelia è però senza odore.

  • La butea, pianta di fuoco

    La Butea frondosa appartiene alla famiglia delle Leguminose.

  • Sollievo dalla farfara

    “Farfara” e “tossilaggine” sono i nomi più usati per indicare la Tussilago farfara, un’erba della famiglia delle Asteracee comune in tutta Italia.

  • La rosa damascena, fiore radioso

    Le rose damascene adornavano i celebri giardini di Persia, ma vi sono  testimonianze che fossero in coltura già 1000 anni prima di Cristo,  nelle isole di Samo e di Rodi, dove erano riservate al culto di  Afrodite.

  • Il rabarbaro, pianta della fertilità

    Il suo nome, spesso citato con l’aggiunta dell’aggettivo cinese per    reclamizzare qualche prodotto dalle virtù medicinali, fa venire alla    mente scenari esotici, non sospettando invece che il rabarbaro è diffuso    nel nostro territorio allo stato spontaneo, specie in montagna.

  • La graziola, pianta dell’umanità

    La Gratiola officinalis, è una pianta nota anche con il nome di “stancacavallo”, o “erba dei miracoli e della morte”.

  • La borsa del pastore

    La Capsella bursa-pastoris, dal sottile fusto che le conferisce un  aspetto gracile e delicato, è una pianta diffusa in tutto il mondo, che  si sviluppa spontaneamente sia in pianura sia in montagna.

  • Anagallide contro la malinconia

    Diffusa in tutta Europa e in Asia, l’Anagallis già nell’antica Grecia   era considerata un’erba officinale pregiata per curare la malinconia:   non è un caso che il suo nome derivi da anagheláo, che vuol dire “rido”.

  • La Gerbera, simbolo di bellezza

    La Margherita del Transvaal o Gerbera jamesonii, in onore del    naturalista tedesco Traugott Gerber, fu portata in Inghilterra nel 1887,    divenendo ben presto oggetto di appassionato studio e di incroci che    portarono a stupendi ibridi dai più svariati colori.

  • Il corbezzolo, simbolo di stima

    Arbusto sempreverde caratteristico della macchia mediterranea, il  corbezzolo fiorisce con piccoli bottoncini bianchi nello stesso momento  in cui ne maturano le rosse bacche, frutti gustosissimi con cui si  possono preparare ottime marmellate.

  • La petunia, fiore della speranza

    Pianta estremamente decorativa per il gran numero di coloratissimi fiori  che produce da maggio a novembre, la petunia regala un’autentica  esplosione di colore.

  • Il ginseng, la forza e il vigore

    È una pianta tipica della Cina, ma reperibile anche in Africa tropicale e  nell’America del Nord: famosa è la sua radice aromatica, che possiede  notevoli proprietà terapeutiche.

  • La zucca, fallace felicità

    La zucca è ritenuta sin dall’antichità simbolo della resurrezione dei morti.

  • Il pepe, spezia della virilità

    Antichissima è la storia di questa nobile spezia: si pensa che giunse  nel bacino del Mediterraneo grazie ai commerci dei Fenici con l’India e  l’Estremo Oriente.

  • La calendola e le pene d’amore

    Questo fiore, carico di petali che vanno dal crema al giallo vivo,  all’arancio, fiorisce da maggio a novembre e forse per questo è detto  “fior d’ogni mese”.

  • La tecoma o bignonia, simbolo del conforto amichevole

    Originario dell’America Latina, a questo rampicante è legata una certa  confusione relativa alla sua definizione terminologica: c’è chi sostiene  che si debba chiamare tecoma solo la varietà proveniente dal Nuovo  Mondo e chi invece anche tutte le altre, indicate però da taluni come bignonie.

  • La fucsia, fiore del buongusto

    Arbusto sempreverde, la fucsia fiorisce da maggio fino all’autunno con  graziosi calici che terminano in corolle, spesso bicolori o con  variazioni cromatiche che vanno dal bianco al rosa, al rosso violaceo.

  • Il ciclamino, tra diffidenza  e amabilità

    Originario dell’area mediorientale e nordafricana, nell’antichità il  ciclamino era considerato un afrodisiaco in grado anche di facilitare il  concepimento.

  • La clematide, fiore dell’intelligenza e dell’onestà

    La clematide prospera nei campi e boschi d’Europa, avvinghiandosi a  cespugli e alberi con i suoi lunghi tralci dai fiori azzurro-violetti o  avorio, tra cui la specie vitalba che fiorisce in agosto.

  • L’amaranto vuol dire fedeltà nei sentimenti

    Caratteristica dei lunghi e oscillanti fiori dell’amaranto è che rimangono freschi sul gambo per molti giorni e anche essiccati si  conservano benissimo: da ciò deriva il suo nome, termine greco che  significa “che non appassisce”, e anche il significato simbolico di  immutabilità e fedeltà nei sentimenti, dall’amicizia all’amore.

  • Il mirto, fiore dell’amore completo

    Nell’estate ormai inoltrata fiorisce il mirto, simbolo dell’amore completo e per questo messo nei bouquet delle spose inglesi.

  • L’acanto, simbolo di ricercatezza

    L’acanto, dai fiori verde-bianco, lilla-porpora o anche rosati, è un arbusto tipico dell’area del Mediterraneo.

  • Il garofano, fiore dell’amore e del coraggio

    Battezzato Dianthus, cioè fiore di Giove, dal botanico svedese Linneo nel Settecento, il garofano è legato a una nutrita serie di aneddoti e vicende storiche: dall’uso  di incoronare con ghirlande gli atleti vincitori in Grecia e a Roma, a  quello di tenerlo in mano come simbolo di fedeltà nel Rinascimento.

  • Con l’aconito Vola con me

    Al curioso aspetto del fiore, che viene assimilato a un elmo, e all’alto  grado di velenosità della pianta, si devono i significati negativi  attribuiti a questo vegetale, simbolo dell’amore colpevole,del rimorso, della vendetta.

  • Il girasole, fiore della dedizione

    Già noto nell’America del Nord 3000 anni prima di Cristo, il girasole ornava presso gli Incas le tempie delle vergini che salivano al tempio del Sole accompagnando il loro re Atahualpa, incarnazione terrena del dio Sole, e il cui potere era simboleggiato da uno scettro d’oro a forma di girasole.

  • La ginestra, simbolo di splendore

    Forse perché attecchisce in qualsiasi luogo e non ha bisogno di cure particolari, la ginestra è divenuta simbolo della modestia e dell’umiltà.

  • Il giglio, simbolo di innocenza e castità

    Una leggenda vuole che il primo giglio sia sbocciato dalle lacrime versate da Eva quando lasciò il Giardino dell’Eden.

  • L’iris, latore di belle novità

    L’iris fiorisce da maggio a giugno nei suoi molteplici colori, vari quanto quelli dell’arcobaleno: non a caso Iride, messaggera tra gli dei e gli uomini nell’antica Grecia, ne è la dea.

  • L’aquilegia, tra malinconia e turbamento

    L’aquilegia, che fiorisce da maggio a giugno, è una pianta dai molti fiori simili a campanellini, per lo più di color turchino-violetto, ma anche in altre nuance sempre un po’ cupe e sensuali: non per niente è detta anche “amor nascosto”.

  • Il narciso, fiore della vanità

    Il narciso, dall’inebriante profumo e dai petali che possono diventare un potente sonnifero, deriva il suo nome dalla radice della parola greca nárke, che significa “torpore, stordimento”: forse per questo motivo fu consacrato alle divinità sotterranee.

  • La rosa: l’amore con la A maiuscola!

    Presente già 40.000 anni prima della specie umana e sopravvissuta a glaciazioni e catastrofi naturali, la rosa è simbolo di rinascita e immortalità in molte culture e religioni.

  • Il lillà, promessa di eterno amore

    Originario della Persia il lillà, con i suoi fiori bianchi o rosa-violetti, comunque profumatissimi, orna e rallegra tanti giardini.

  • La camelia, simbolo della bellezza

    Bellissima e durevole fino a tarda primavera, la camelia è però un fiore senza odore. Importata nel Settecento dal Giappone, dove era coltivata da secoli, dal missionario gesuita George Joseph Kamel,

  • Il non ti scordar di me, fiore dell’amore eterno

    Il myosotis, più conosciuto col nome di non ti scordar di me, è un fiorellino azzurro, fragilequanto nessun altro, utilizzato, tra Ottocento e Novecento, per indicare l’amore fedele e duraturo.

  • Il mughetto, fiore dell’amore fedele

    Giglio di maggio delle valli o Convallaria majalis, il mughetto è detto anche "lacrime di Nostra Signora", perché una leggenda vuole che sia nato dalle lacrime della Madonna ai piedi della Croce.

  • La peonia tra vergogna e timidezza

    Nota ed apprezzata soprattutto in Oriente fino al XIX secolo, almeno per quanto riguarda le varianti più ricercate di fiori dai numerosissimi petali la peonia, in realtà, in Europa esiste anche come specie autoctona.

  • La violacciocca: il fiore della fedeltà

    La violacciocca fu il fiore prediletto da Carlo Magno, mentre  trovatori e menestrelli d’epoca medievale usavano portarne sul cuore un  mazzetto per simboleggiare un affetto capace di resistere al tempo e di  sopravvivere alle sventure.

  • L’anemone, simbolo di fragilità

    L’anemone è un fiore fragilissimo i cui petali se ne vanno portati via dal primo vento. Ed è proprio dal vento, in greco ánemos, deriva il suo nome.

  • Il geranio, pianta dai molti  significati

    Pianta diffusissima nei giardini, nei balconi e alle finestre di mezza Europa, il geranio presenta moltissime varietà sia per quanto riguarda la specie che i colori.

  • La viola odorata, fiore della semplicità

    La viola odorata, detta anche “viola mammola”, simboleggia la modestia, l’onestà, il pudore e l’innocenza.

  • L’erica, tra solitudine e amore

    L’erica, pianta dai fiorellini bianchi o più spesso lilla o rosati, è assurta quasi a simbolo della brughiera inglese, teatro di tanta letteratura romantica ottocentesca, in cui stava a significare la solitudine.

  • Il croco e l’amore sensuale

    Il croco è una delle prime piante a fiorire alla fine   dell’inverno anche in alta montagna, dove il bianco della neve che si   scioglie lascia il posto alle delicate sfumature di colore dal lilla al porpora e dal violetto al blu.

  • Bucaneve: consolazione e speranza

    Consolazione e rinnovata speranza sono i significati attribuiti a questo fiorellino bianco che è il primo a spuntare dalla terra fredda sul finire dell’inverno.

  • La primula: simbolo di giovinezza

    La primula, che tra febbraio e marzo colora i prati di bianco, porpora, rosso, arancio e del più comune giallo, è uno dei primi segnali della fine dell’inverno.

  • La begonia vuol dir: cordialità e simpatia

    Pianta originaria dell’isola di Santo Domingo, America centrale, la begonia deve il suo nome proprio ad un governatore della bella isola, tale Michel Begon.

  • Il giacinto: fiore leggendario

    Fiore molto amato nell’antichità classica da poeti e letterati, il giacinto è collegato a più di una leggenda della mitologia greca.

  • Il cedro: energizzante profumo

    Piccolo albero sempreverde originario dell’Asia, in particolare dell’India, il cedro fu portato in Europa dagli Arabi.

  • L’orchidea: travolgente sensualità

    Pianta antichissima, l’orchidea, simbolo per eccellenza di raffinatezza e lusso fiorisce, a seconda delle specie, da gennaio a giugno.

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